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Francesco Daveri (Lorenzo Bianchi)

In febbraio 1945 a Mathausen un uomo sta piangendo.
Pensa a Rita, sua moglie e ai suoi figli. Ogni giorno scavando nella galleria, pensa ai suoi bambini e si ferma; le guardie subito se ne accorgono e lo picchiano. Il 9 aprile 1945 oramai non vede più, riconosce solo dalla voce i propri compagni che cercano di fargli coraggio. La liberazione è quasi vicina, ma lui non l'avrebbe mai saputo. Nella notte quell'uomo muore. Qualcuno gli toglie dal polso la piastrina col numero 126.269, gli toglie i vestiti e scrive sul suo torace nudo lo stesso numero con una matita copiativa. Quell'uomo era Francesco Daveri (Lorenzo Bianchi)., noto avvocato di Piacenza, cattolico ed antifascista.
Il suo studio di avvocato era stata la prima sede del CLN di Piacenza.
Francesco, freneticamente, prendeva contatto con tanti antifascisti, persone che avevano idee completamente diverse dalle sue (comunisti, anarchici), ma la sua attività diventa estremamente inmportante per la Resistenza piacentina, tanto che il 5 marzo 1944, preso di mira dai fascisti, deve scappare in Svizzera. In luglio ritorna e prende subito contatto con i Comandi Alleati e con altri uomini della Resistenza. In ottobre organizza un incontro a Bettola con una missione di ufficiali Inglesi, così lo ricorda Don Giovanni Bruschi:
Nella seconda metà di ottobre a Bettola era giunta una missione di ufficiali inglesi che dovevano conferire con un ispettore del Comando Generale Alta Italia: era Francesco Daveri che doveva presiedere quella riunione importante. Il Colonnello Canzi affidò segretamente l'importante e delicato incarico a Bellizzi: andare a Viustino in casa Tononi a ricevere Daveri che arrivava clandestinamente da Milano. A Bettola ad attendere l'arrivo di Daveri, con il Comandante Canzi, c'eravamo io, mio fratello Davide e Granelli. Gli inglesi attendevano all'albergo Agnelli.
Quella fu l'ultima volta che gli amici videro Daveri, la mente della Resistenza Piacentina: era un personaggio troppo importante, con doti eccezionali, poteva raggiungere alte cariche. C'era chi l'ha sempre pensato che sia stato vittima di un tradimento.

L'8 settembre 1944 Daveri viene arrestato ed imprigionato a San Vittore, da qui in poi una storia tristemente nota:
dopo ore ed ore di tortura, non riuscendo a farlo parlare i nazisti lo deportarono al Campo di Concenttramento di Mathausen dove morirà nel mese di aprile, poco prima della liberazione.




Pagina scritta in HTML da Attilio Bongiorni - Agosto 2009
bibliografia: Piacenza nella lotta di liberazione di Anna Chiapponi, editore Tipografia Nazionale di Piacenza
La Resistenza piacentina e la figura di Paolo Bellizzi di Don Giovanni Bruschi editore Vicolo del Pavone di Piacenza
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Pierina Tavani, Stella




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