Qui operarono in nobile solidarietà umana medici e studenti in medicina partigiani per soccorrere e lenire le sofferenze che le atrocità della lotta inflissero a partigiani e popolazione della zona. Tutti i combattenti di una guerra di popolo contro la tirannide e per la libertà degli uomini.


I medici protagonisti

  • Rinaldo Laudi
  • Piero Cavaciuti
  • Gaetano Lecce
  • Carlo Nani
  • Giovanni Peroni
  • Francesco Ricci Oddi
  • Rino Riggio
  • Ennio Rizzatti
  • Ellenio Silva
  • Giulio Sverzellati
  • Carlo Tagliani
  • Enrico Torre
  • Ettore Valdini



L'ANPI non dimentica

Bene ha fatto Stefano Pronti a dedicare uno studio ai Medici Piacentini nella Resistenza, scrivendo che è «un aspetto nascosto della Resistenza Piacentina». Non è stato semplice organizzare un servizio sanitario, dare assistenza ai partigiani e alla popolazione; le strutture sanitarie erano inesistenti, in quanto solo il piccolo Ospedale di Bobbio era in zona partigiana, mentre le strutture ospedaliere di Borgonovo, Castel San Giovanni, Fiorenzuola e Castell'Arquato erano zone controllate dai fascisti e dai nazisti.
Il Comando Unico Partigiano ordinò la trasformazione del Preventorio Chiapponi, in comune di Bettola, in Ospedale per assistere i feriti. Fu un lavoro duro, in molte località nelle scuola furono allestite infermerie per i primi soccorsi ai partigiani combattenti. In questo lavoro di organizzazione si designarono due medici di grande valore umano e scientifico, Francesco Ricci Oddi e Rinaldo Laudi (Dino), un medico torinese fuggito per le persecuzioni razziali. Non si scriverà mai abbastanza su questi medici per l'opera prestata in condizioni igienico-sanitarie primitive, senza strumentazioni per interventi chirurgici, con scarsi medicinali, ma sorretti da una grande volontà. Stefano Pronti tratteggia la figura di Dino Laudi, la sua cattura e il suo sacrificio; è stato un uomo eccezionale che non può essere dimenticato, perchè la sua opera, la sua fede nella giustizia, i suoi grandi ideali di umanità dovrebbero essere ricordati nelle scuole piacentine. Parlare di come lavorano questi numerosi giovani medici usciti da poco dalle Università, con poca professione ha del fantastico. Spiegare agli studenti come Pietro Cavaciuti, medico di Morfasso, operava ha dell'incredibile. Leggendo le belle pagine del suo libro La casa diroccata il dr. Cavaciuti racconta operazioni da brivido con strumenti rudimentali. Questi erano i medici partigiani.
In questo libro sono elencati i giovani medici cha hanno dato vita al Servizio Medico Partigiano e il Convegno organizzato per il 16 ottobre è un atto dovuto, che l'ANPI compie, pur in ritardo, per ricordare a tutti che per la Libertà e la democrazia si compiono opere di grande valore e l'opera di questi «Ragazzi» è stata grande, un esempio di vero patrimonio resistenziale.
Nota: la foto del Dott. Rino Riggio pubblicata sul volume è errata.


Gaetano Lecce


Prefazione tratta da: Medici e Resistenza nel piacentino di Stefano Pronti - edizioni Tip.Le.Co.