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E' li' che si sta bene, perche' l'acqua puo' essere fredda, ma dentro si sta bene, e meglio fuori dopo al sole. Si possono fare commenti. Loriano di Tonio-Rosa diceva: -Guarda, quelle vilegianti, come si ungano. Le ungerei io si', con un po' d'unto creapopoli!- Sfuggiva il significato profondo dell'affermazione, e forse per questo lasciava una certa impressione di rifiuto, di un'idea in se' ributtante.
Croniche epafaniche di Francesco Guccini
Giangiacomo Feltrinelli Editore.


Per informazioni su questo sito scrivete a: a.bon6iorni@gmail.com






Festival delle Nuove Resistenze
A Piacenza dal 25 al 29 Aprile 2012 1° Festival delle Nuove Resistenze
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Guselli: 4 Dicembre 1944
Luciano cammina, malgrado la ferita di striscio al torace, un compito ingrato lo attende. Dietro di lui un comandante nazista.
In mezzo alla strada gli automezzi dei partigiani ormai fermi. Il comandante tedesco gli ha chiesto di indicare se fra i morti ci sono comandanti partigiani. Luciano arriva vicino al cadavere di Callegari : - «Eccolo è lui il nostro comandante.»
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Il cappotto di Picelli
Siamo a Parma negli anni '20. Guido Picelli sta tornando a casa, è notte. Il fascismo ormai spadroneggia in Parma, per i fascisti Guido è un pensiero fisso, come sindacalista e antifascista instancabile è l'anima della Resistenza che Parma oppone al regime. Ma quella sera una squadra di camicie nere l'ha preso di mira. Lo inseguono. Picelli scappa, sono troppi e non potrebbe mai pensare di spuntarla. Si infila in un portone in extremis, ma...
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Il Clandestino di Mario Tobino
Tobino ha un bel insistere a dire, già dalle prime pagine di questo romanzo stupendo (premio Strega 1962), che: fatti narrati in questo libro sono tutti inventati. Qualsiasi riferimento a nomi, luoghi, a situazioni è pertanto puramente casuale ma si capisce benissimo che la cittadina nella quale è ambientato il romanzo (Medusa) è Viareggio.
Un tal Lorenzino altri non è che Maber (Manfredo Bertini) e le vicende ivi raccontate della Rosa (la cognata di Lorenzino) sono tali e quali quelle della vita reale di Vera Vassalle.
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La chiamavano Stalingrado d'Italia
Nei nostri giorni, con una classe dirigente alla quale non è rimasto più nulla per vergognarsi, leggere queste pagine è un viaggio nella memoria, il viaggio in un era quasi epica nella quale trovano ancora posto sindacalisti eroici e incorruttibili, parroci e lavoratori uniti nella solidarietà. In un brano dell'apertura del libro è scritto:

Il racconto che qui si svolge è di parte. La memoria comune a tutti e condivisa da tutti è un inganno colossale nella società duale dei dominanti e dei sottoposti. (...) e senza conflitto non c'è né rispetto né libertà, né democrazia né emancipazione.
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Medici e Resistenza nel Piacentino di Stefano Pronti
Vi sono stati medici che hanno praticato atti, che non è esagerato definire di puro eroismo, fino al sacrificio della vita; altri hanno dimostrato - oltre ad abilità clinica - intelligenza strategica e capacità organizzative invidiabili. Dott. Giuseppe Miserotti Presidente Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Piacenza.
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Emilio Pecorari
Am pâr ammò d'avig davanti a me Giuàn ä Slav (mi sembra di essere ancora di fronte a Giovanni lo Slavo) che continua a ripetermi con il suo parlare stiracchiato ed il suo accento strano - non sei più Pecorari... adesso sei Mameli... adesso sei Mameli... adesso sei Mameli... adesso sei Mameli -
Ero appena arrivato su in montagna per arruolarmi con i "Ribelli": mi avevano ritirato subito i miei documenti personali per sottopormi a una specie di battesimo partigiano. Leggi tutto




Un ricordo di Mario
Un flash, un breve ricordo di Mario Speltini, uno degli ultimi partigiani di Pecorara.
Il brano è tratto dalla videoteca del Museo della Resistenza Piacentina di Sperongia. Ciao Mario.



Dal quotidiano La Repubblica la storia di Grozni
In un bellissimo articolo di Paolo Rumiz, pubblicato su La Repubblica del 9 agosto 2010, la storia di Vassili Pirovavov Zakarovic (Grozni)
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Bilal viaggiare, lavorare, morire da clandestini
Adesso è evidente quanto sia profondo il baratro dentro cui stiamo scendendo. Questi ragazzi sanno che nessuno, qualunque cosa succeda, verrà mai a tirarli fuori. Nessun padre. Nessun fratello. Nessuno Stato. Nessuna organizzazione umanitaria. Nessuno dei governi, che con le loro scelte corrotte li hanno portati qui, piangerà mai la loro morte.
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Ricordare tre ragazzi
Il tempo era pessimo: nebbia fitta, freddo, fango dappertutto, buio pesto. Ritenendo che i tedeschi si fossero allontanati, verso le ore 21 Gamba tarcisio e Foglia Sunter lasciarono il gruppo alla Casa Bianca e, passando vicinissimi alle silenziose sentinelle, entrarono in casa Pozzi. Qui era giunto Alfio che assieme ai due anziani coniugi, le figlie Maria e Linda, i piccoli Vito e Sergio e la mamma Albina, stava consumando le caldarroste nella seconda stanza a pianterreno.
Così racconta Losi Ettore di Cicogni (nella foto), che Domenica 26 luglio 2009 ha scoperto a Cicogni (frazione di Pecorara) una targa che ricorda i tre ragazzi uccisi il 18 dicembre 1944. I nomi di questi tre partigiani compaiono anche sul monumento di Busseto di Pecorara.
Leggi tutto il racconto di Ettore.




Museo della resistenza Piacentina
Lassù, tra le prime balze dell'Appennino, dove l'Arda è solo un rigagnolo, sorge il Museo della Resistenza Piacentina. A Sperongia di Morfasso, un piccolo borgo abbarbicato alla chiesa che domina la valle che è stato uno dei centri più importanti della lotta partigiana. Il museo contiene cimeli, immagini, documenti, informazioni, biografie, ricordi, ed è dotato di tecnologie informatiche interattive con le quali si possono approfondire tematiche come la Resistenza nelle quattro vallate e nella bassa, i rastrellamenti, la deportazione, il ruolo della popolazione civile e dei preti della montagna. Collabora, hai delle fotografie, dei documenti, degli oggetti o dei racconti che vuoi condividere? La memoria storica ha bisogno del tuo contributo, contattaci per arricchire e migliorare il nostro archivio e mantenere vivi gli ideali di Democrazia, Giustizia, Libetà Scrivi a: info@resistenzapiacenza.it

oppure visita il sito del Museo: http://www.resistenzapiacenza.it/
Vedi alcune foto del museo




Una scia di sangue giovanile
Nel Gennaio '44 dovetti fuggire dalla città nonostante avessi appena 17 anni e non fossi soggetto a leva, ma già perseguitato, per non aver salutato il fatidico gagliardetto fascista. Mi rifugiai a Pecorara da mio zio Dolfo Zambarbieri.
Ero appena arrivato che assistetti ad una caccia all'uomo messa in atto dai fascisti.
Leggi la testimonianza di Roberto Zambianchi, Partigiano


Libertari!
Emilio Canzi, Quico Sabatè, George Orwell, Camillo Berneri, storie di uomini libertari che hanno lottato contro il potere con i loro ideali di uguaglianza, massimo pluralismo e democrazia. Questi ideali non sono mai morti e ritornano anche in questi periodi bui, nella letteratura e nei films. Leggi tutto.



Il monumento violato

16 Aprile 2007. In questi giorni, qualcuno ha imbrattato con croci celtiche e cazzi il monumento alla Banda Piccoli. Se potessi spiegherei a chi lo ha fatto perchè quelle pietre e quelle scritte sono lì. Perchè forse semplicemente chi ha compiuto questo atto non lo sa. Un brano alla fine del libro Il filo della Memoria così recita: "Con questo lavoro ho inteso narrare la coralità della partecipazione degli uomini e delle donne della mia terra alla lotta in difesa della democrazia, lotta dura e lunga per la sua rinascita e per riconquistare la libertà perduta.". Vedi le altre foto





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Alfredo Borotti



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