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ComPa 2007
Intervento al Compa 2007 Bologna - podcast
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Era bello affondare nella pasta molle delle alghe fino ai polpacci, sentire i gusci vuoti di conchiglia che spuntano come denti e pungono i piedi. Posidonie brune a milioni riversate dal mare tutte lì. Sulla riva si sfibravano in una mucilagine nera, una poltiglia che sapeva di pipì e di pane. Questa era la loro spiaggia segreta..
Acciaio di Silvia Avallone - Rizzoli





Don Giovanni Bruschi
Un calesse parte dalla Trattoria della Liberata di Bobbio, destinazione Peli di Coli. A bordo c'e' un Prete molto speciale, si chiama Don Giovanni Bruschi. Sul calesse c'è del materiale vario per la canonica coperto da un telo, ma soprattutto, nascoste sotto ci sono le armi che dovevano essere trasportate a Peli, dove poi sarebbe arrivato anche Canzi il mitico Colonnello Anarchico. Per chi porta armi c'è la fucilazione immediata, non interessa se si tratta di un sacerdote o meno. Il calesse passa proprio davanti alla caserma dei carabinieri...


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Alberto Conni (Franz)
Alberto era una persona estremamente intelligente, nonostante fosse particolarmente portato per la matematica, alcuni suoi saggi di letteratura venivano citati come esempio di bravura dai professori.
Nel mese di giugno 1944 Alberto, che ha da poco compiuto i 18 anni, riceve la chiamata per le armi. Dovrà arruolarsi nella R.S.I. primo scaglione della classe 1926, ma lui ha già preso la sua decisione, maturata durante gli anni in cui frequentava la parrocchia. Proprio il parroco Don Luigi Ferrari gli aveva trasmesso, oltre agli ideali religiosi, idee di libertà e tolleranza e rispetto verso gli altri. Lo stesso Don Luigi che veniva segnalato dalla sezione locale del P.N.F., in una lettera alla Prefettura in questo modo:
Ferrari don Luigi, Arciprete, è un antifascista, si lascia molto a desiderare verso le autorità locali Alberto, quindi decide di scappare e entra nella formazione partigiana di Giovanni Lo Slavo.


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Vladimiro Bersani (Comandante Selva)
Era un comandante designato dal CLN
ma nello stesso tempo una persona avversa a far pesare l'autorità; i gradi e le gerarchie non gli andavano a genio. Amava molto la natura e la solitudine della montagna e forse per questo aveva scelto quel nome di battaglia. Lo chiamavano anche «Il Capitano del Lama» (dal nome del monte omonimo).


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I Ribelli della Val Tidone
Scegliere da che parte stare è molto importante e molto difficile quando gli avvenimenti storici stanno accadendo nel presente di un ragazzo di diciassette anni. Roberto ha scelto quel giorno di Novembre 1943 a Piacenza, passeggiando con due amici verso Piazza Cavalli. Un gruppo di giovani fascisti viene verso di loro cantando "Allarmi siam fascisti" e portando un gagliardetto nero con il teschio disegnato. Tutti ai lati della strada devono salutare col braccio teso. Un signore con un bambino in braccio, forse è distratto, non saluta e viene colpito da un graduato. Roberto si rifiuta, decide di non salutare e torna indietro. Non sa che questa decisione avrebbe condizionato tutta la sua vita
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Giorgio Gasparini
Questa è la storia di un ragazzino di 17, irremovibile, sua mamma si reca, di nascosto in montagna, alla sede del Comando Unico e prega il Colonnello Canzi di esonerare il ragazzo dal partecipare ad una azione...

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Bilal viaggiare, lavorare, morire da clandestini
Adesso è evidente quanto sia profondo il baratro dentro cui stiamo scendendo. Questi ragazzi sanno che nessuno, qualunque cosa succeda, verrà mai a tirarli fuori. Nessun padre. Nessun fratello. Nessuno Stato. Nessuna organizzazione umanitaria. Nessuno dei governi, che con le loro scelte corrotte li hanno portati qui, piangerà mai la loro morte.
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Il Colonnello anarchico
Osservando in foto e filmati d'epoca i volontari diretti al fronte, che sfilano per le vie di Barcellona, colpisce veramente il fatto che essi non hanno niente che ricordi un esercito tradizionale. Sono aboliti il saluto militare, la gerarchia, i gradi, e ovviamente la divisa, da molti sostituita dal "mono", la tuta da operaio nei suoi diversi colori; ai piedi i più calzano le espadrillas, portano al collo fazzoletti rossi o rosso-neri e in testa le bustine miliziane ornate dai distintivi delle organizzazioni politiche cui appartengono

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Gino Donè Paro

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Antonio Carini (Orsi)'



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