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ComPa 2007
Intervento al Compa 2007 Bologna - podcast
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-Il razzista e' il bianco che non ama il nero !- -Bene!- dissi. -E il nero che non ama il bianco?- Mi guardarono tutti stupiti ed increduli con l'espressione tipo: -Come puo' un nero permettersi di non amare un bianco?-.
Imbarazzismi di Kossi Komla-Ebri
Edizioni Dell'Arco - Marna





Emilio Pecorari - Il sogno di una vita
Durante tutto il Ventennio fascista dovevamo festeggiare il Primo Maggio di nascosto, nel bosco. Si portavano damigiane di vino e si passava tutta la giornata assieme; si faceva friggere il pesce, si cucinavano le prime lumache e si ballava e si cantava. Mi ritorna sempre il ricordo delle tante cantate che si facevano in compagnia, testa vicina a testa, con la mano destra a cucchiaio appoggiata all'orecchio. Ci sentivamo uniti, solidali, fratelli ed il canto ci dava gioia e qualche volta ci faceva commuovere.

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Giorgio Gasparini
Questa è la storia di un ragazzino di 17, irremovibile, sua mamma si reca, di nascosto in montagna, alla sede del Comando Unico e prega il Colonnello Canzi di esonerare il ragazzo dal partecipare ad una azione...

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Posso fare qualcosa per voi?
La mattina del 23 febbraio 1944 faceva freddo. Nevicava all'interno del carcere di Monza. I detenuti furono svegliati dal rumore di camion e di scarponi chiodati... era arrivato un reparto della Wehrmacht. Urlando e gridando i secondini aprirono con violenza le porte di alcune celle. Una dozzina di prigionieri furono tirati fuori con la forza. Urla, spinte, strattoni. Li fecero uscire nel piazzale... Furono messi in fila, uno accanto all'altro, con la faccia al muro e il cuore che batteva forte. Negli occhi iniziava a comparire la paura.


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Medarda Barbattini (Medina)
Medina li sentì dire «È robusta, resisterà» ed ebbe una paura folle di non poter sopportare le torture e di tradire quindi i propri compagni.
Sui tavoli della questura vedeva le «sette lingue» una frusta di cuoio bagnata con tanti nodi che serviva agli aguzzini a «persuadere» le vittime.


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Alberto Conni (Franz)
Alberto era una persona estremamente intelligente, nonostante fosse particolarmente portato per la matematica, alcuni suoi saggi di letteratura venivano citati come esempio di bravura dai professori.
Nel mese di giugno 1944 Alberto, che ha da poco compiuto i 18 anni, riceve la chiamata per le armi. Dovrà arruolarsi nella R.S.I. primo scaglione della classe 1926, ma lui ha già preso la sua decisione, maturata durante gli anni in cui frequentava la parrocchia. Proprio il parroco Don Luigi Ferrari gli aveva trasmesso, oltre agli ideali religiosi, idee di libertà e tolleranza e rispetto verso gli altri. Lo stesso Don Luigi che veniva segnalato dalla sezione locale del P.N.F., in una lettera alla Prefettura in questo modo:
Ferrari don Luigi, Arciprete, è un antifascista, si lascia molto a desiderare verso le autorità locali Alberto, quindi decide di scappare e entra nella formazione partigiana di Giovanni Lo Slavo.


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Antonio Carini (Orsi)
La Rocca delle Caminate è un luogo triste nel marzo 1944, è una sede famigerata di un comando repubblichino. Dagli stanzoni di quel castello si levano urla fortissime di dolore. I partigiani, gli altri antifascisti e detenuti politici rabbrividiscono. Più tardi i repubblichini portano in giro un partigiano per tutte le celle per farlo vedere come ammonimento, è il cadavere ambulante come lo chiamano loro con scherno. Il cadavere ambulante è Antonio.
Antonio è stato torturato per giorni.


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Alfredo Borotti
La sera del 21 marzo 1945 i detenuti delle carceri giudiziarie di Piacenza vedono un torpedone arrivare nel cortile e numerosi fascisti che si preparano a partire.
Tra di loro c'é Alfredo. Alfredo è un impiegato della Camera di Commercio di Piacenza, mutilato d'un braccio; si era iscritto a vent'anni al Partito Comunista e aveva iniziato subito l'attività antifascista. Quando il partito stampava i propri giornali clandestini, Alfredo ha offerto la sua casa da utilizzare come tipografia. Inoltre ha fatto da staffetta e garantito i collegamenti tra Piacenza e la montagna.Proprio per questo lo scoprirono e lo arrestarono in febbraio a Campremoldo. Leggi tutto



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Nuovo Cinema Paradiso - scena finale

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Manfredo Bertini (Maber)'



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