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ComPa 2007
Intervento al Compa 2007 Bologna - podcast
Esperienze del territorio - Compa 2007 (pdf)
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-Ero matto. Immaginavo di riuscire ad entrarci. Ho colpito il primo strato, e poi...Il mio tuttofare ha sentito l'odore della pelle che friggeva e mi ha strappato di dosso i contatti. Una merda infame quell'ice. -E il tuo encefalogramma era piatto? -Beh, e' ormai materia di leggenda no ?
Neuromante di William Gibson
Editrice Nord





Noi siam nati chissà quando chissà dove - film
(...) Poco piu' di un anno fa, in una delle nostre continue peregrinazioni all'Istituto Storico, incontrammo Lodovico Muratori. Gli parlammo del film, all'epoca ancora in fase embrionale. La persona che ci trovammo davanti non era semplicemente Lodovico Muratori. Era il grande Comandante Muro, quello della battaglia del Monticello, quello che Lino Vescovi detto il Valoroso considerava un mito vivente. Essere il mito di un mito non deve essere facile. Nonostante il freddo tremendo e la pioggia battente, Muro conservava il suo aplomb e la sua postura eretta, a differenza di noi, piegati dal gelo. Questo non faceva che aumentare ai nostri occhi il rispetto per lui. La nostra idea di una resistenza 'umana' prima ancora che politica o economica o sociale gli piaque, e ci racconto' la sua esperienza. Disse che lui, giovane studente universitario, non sapendo niente di politica quando scappo' in montagna nell'estate del 1944, lo fece soprattutto per non doversi presentare a militare, e con la convinzione che in montagna avrebbe passato solo poche settimane probabilmente piacevoli, da momento che di li' a pochissimo sarebbero arrivati gli americani liberatori. Si sbagliava...
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Eugenio Tanzi
All'ospedale di Fiorenzuola arriva Eugenio ferito gravemente, colpito con un fucile da caccia. Il primario deve assolutamente operarlo per salvargli la vita ma non può. Eugenio è direttore di un cooperativa agricola, molto efficiente e che da lavoro a tantissimi braccianti nel parmense. La cooperativa gestisce, con metodologie avanzate sul fronte della cooperazione, quasi 2500 pertiche di terra. Da tempo però la situazione è diventata insostenibile. I lavoratori che per qualche motivo restano isolati vengono bastonati dai fascisti.Alla sera nessuno può fermarsi un po' all'osteria perchè è diventato troppo pericoloso, chi si trova in giro la sera tardi per strada al buio può trovarsi di fronte ad una squadra di fascisti.


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Amianto
A Novara, Torino, Genova, La Spezia, Mestre, Terni, Taranto. Ovunque, sempre in periferia, senza mai vedere le cattedrali e le strade acciottolate dei centri storici. Respirerà benzene, il piombo gli entrerà nelle ossa, il titanio gli intaserà i pori e una fibra d'amianto si infilerà nei suoi polmoni.

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Giovanni Lazzetti - il Ballonaio
A Borgonovo Val Tidone il 16 gennaio 1920 nasce uno dei personaggi italiani più mitici nell'ambito della Resistenza. Si chiamava Giovanni Lazzetti ma lo chiamavano Il Ballonaio perchè suo papà aveva un banco di giocattoli e vendeva i palloncini. E' stato un incubo per i fascisti ed i tedeschi, tanto che, quando lo catturarono, il carcere si riempì per tutta la notte di fascisti che andavano per vedere il mitico Ballonaio.


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Alcide Cervi, la pastasciutta del 25 luglio
Il 25 luglio 1943 eravamo sui campi e non avevamo sentito la radio. Vengono degli amici e ci dicono che il fascismo è caduto, che Mussolini è in galera. È festa per tutti. La notte canti e balli sull'aia. Dovevano cadere così. Sembrava chissà che, e sono caduti con uno scherzetto. Ma è perchè mentre loro parlavano di impero e costruivano propagande, il popolo faceva come Forbicino, e tagliava tagliava, finchè tutto il castello era posato sull'aria, e molti non se ne accorgevano, e dicevano: che bel castello. E invece era tutta finzione e vergogna.


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Francesco Daveri
In febbraio 1945 a Mathausen un uomo sta piangendo. Pensa a Rita, sua moglie e ai suoi figli. Ogni giorno scavando nella galleria, pensa ai suoi bambini e si ferma; le guardie subito se ne accorgono e lo picchiano. Il 9 aprile 1945 oramai non vede più, riconosce solo dalla voce i propri compagni che cercano di fargli coraggio.


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Domenico Azzari e la Signora Giacinta
La Signora Giacinta era una donna notevole, non solo per la sua bellezza e grazia, ma anche per la sua cultura notevole di donna vera. Questa era la chiave che Domenico Azzari, uno dei primi contatti italiani degli alleati paracadutati dietro le linee nemiche, utilizzava per cifrare i messaggi da inviare agli americani mediante la ricetrasmittente. L'8 settembre del 1943 Domenico si trova al Porto di Napoli come sergente Radio Telegrafista. Di sicuro egli sa soltanto che non avrebbe mai combattuto per i tedeschi. Cerca di nascondersi e tornare a casa, ma viene catturato e portato in un campo dove erano già presenti migliaia di soldati italiani. Riesce fortunosamente a scappare e si dirige a sud alla ricerca delle truppe americane che lo accolgono e gli chiedono di collaborare aiutando i partigiani da dietro le linee nemiche.


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Orwell 1984

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Manfredo Bertini (Maber)'



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