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ComPa 2007
Intervento al Compa 2007 Bologna - podcast
Esperienze del territorio - Compa 2007 (pdf)
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«Sono stata al capanno» disse. «Lo so». Aveva un tono sardonico. «Come fai a saperlo?». «Uno degli uomini ti ha visto». Questo avrebbe dovuto allarmare Stella. Ma non la allarmò. «Puoi venirci oggi pomeriggio?» gli chiese. Lui si fermò un momento, accennando un sorriso mentre leccava il bordo della cartina. Si stava godendo l'impazienza che aveva suscitato in quella donna pallida e appassionata. Lei se ne accorse e gli fece una carezza. «Puoi?» mormorò.
Follia di Patrick McGrath
Edizione Mondolibri S.p.a.





Il Dott. Carlo Nani
Carlo sta tornando a Pecorara a cavallo dall'infermeria di Costalta (Pecorara) dove curava numerose persone malate con l'aiuto dell'amico Mario Speltini Improvvisamente una truppa di mongoli lo arresta. Carlo viene messo al muro per essere fucilato. Disperando ormai di riuscire a salvarsi il Dott. Nani chiede l'ultima sigaretta in tedesco e percepisce lo stupore di quei militari, che sentendolo parlare in tedesco restano sorpresi e lo degnano di maggiore considerazione.
Carlo inizia un dialogo con i soldati e riesce a convincerli a farsi portare a Pecorara.


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Pecorara nella bufera della Resistenza
Dubbi, perplessità, note e precisazioni, ovvero le informazioni a carico di Giovanni Molinari che sarebbe stato opportuno integrare in questo libro, (putroppo non è stato fatto) la cui testimonianza è estremamente importante perchè è una conferma che qualcuno si spacciava per lui.
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Guselli, 4 Dicembre 1944
Luciano cammina, malgrado la ferita di striscio al torace, un compito ingrato lo attende. Dietro di lui un comandante nazista. In mezzo alla strada gli automezzi dei partigiani ormai fermi. Il comandante tedesco gli ha chiesto di indicare se fra i morti ci sono comandanti partigiani. Luciano arriva vicino al cadavere di Callegari : - «Eccolo è lui il nostro comandante.».


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Razza Partigiana
Siamo nel 1945 in Trentino, Val Di Fiemme, nella notte tra il 4 e il 5 maggio. Un reparto nazista in rotta compie l'ultima strage nel territorio italiano. Tra i giovani rimasti sul campo c'e n'è uno con la pelle nera e nessuno subito riesce a ricostruire la storia di questo partigiano tanto che si parla di un medico sudafricano venuto da un campo di concentramento, di un partigiano americano nero o anche di un mulatto che veniva dal Lager di Bolzano. Quel partigiano era Giorgio Marincola

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Il Dott. Rinaldo Laudi (Dino)
A Rompeggio (una frazione di Ferriere) c'è molta neve, è il 6 gennaio 1944. Dino e i suoi compagni sono al sicuro, anche se Dino al sicuro non lo era stato proprio mai. Con quel suo continuo gironzolare per la provincia, incurante di correre gravi pericoli, per andare a curare partigiani e non, feriti e ospitati in casa di qualche famiglia o nascosti in rifugi di fortuna.
Dino curava i malati di cinque infermerie sparse per il territorio: Pentima di Groppo Arcelli, Scarniago, Bocchè di Mezzano Scotti, Rocca Pulzana di Pianello Valtidone e Pecorara insieme con altri medici (Ricci Oddi, Mezzadri, Bartoli, Nani, Torre, De Luca). Dino curava anche i malati che aveva fatto trasportare al Preventorio di Bramaiano di Bettola. Quel giorno qualcuno gli disse che Pietro Inzani (Aquila Nera) era ferito gravemente dopo un combattimento e che era nascosto da una famiglia a Canadello di Ferriere. Il Dottor Laudi non esita, parte a piedi con un metro di neve per raggiungere e curare il compagno a Canadello.
Non sappiamo se sia mai riuscito a incontrare Inzani per prestargli le prime cure, perchè viene catturato dai fascisti e portato a Bettola.


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Don Giovanni Bruschi
Un calesse parte dalla Trattoria della Liberata di Bobbio, destinazione Peli di Coli. A bordo c'e' un Prete molto speciale, si chiama Don Giovanni Bruschi. Sul calesse c'è del materiale vario per la canonica coperto da un telo, ma soprattutto, nascoste sotto ci sono le armi che dovevano essere trasportate a Peli, dove poi sarebbe arrivato anche Canzi il mitico Colonnello Anarchico. Per chi porta armi c'è la fucilazione immediata, non interessa se si tratta di un sacerdote o meno. Il calesse passa proprio davanti alla caserma dei carabinieri...


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Alberto Conni (Franz)
Alberto era una persona estremamente intelligente, nonostante fosse particolarmente portato per la matematica, alcuni suoi saggi di letteratura venivano citati come esempio di bravura dai professori.
Nel mese di giugno 1944 Alberto, che ha da poco compiuto i 18 anni, riceve la chiamata per le armi. Dovrà arruolarsi nella R.S.I. primo scaglione della classe 1926, ma lui ha già preso la sua decisione, maturata durante gli anni in cui frequentava la parrocchia. Proprio il parroco Don Luigi Ferrari gli aveva trasmesso, oltre agli ideali religiosi, idee di libertà e tolleranza e rispetto verso gli altri. Lo stesso Don Luigi che veniva segnalato dalla sezione locale del P.N.F., in una lettera alla Prefettura in questo modo:
Ferrari don Luigi, Arciprete, è un antifascista, si lascia molto a desiderare verso le autorità locali Alberto, quindi decide di scappare e entra nella formazione partigiana di Giovanni Lo Slavo.


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Video

Erri De Luca racconta l'immigrazione

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Alberto Araldi (Paolo)'



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