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ComPa 2007
Intervento al Compa 2007 Bologna - podcast
Esperienze del territorio - Compa 2007 (pdf)
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Il Partito diceva che l'Oceania non era mai stata alleata all'Eurasia. Lui, Winston, sapeva che l'Oceania era stata alleata all'Eurasia appena quattro anni prima. Ma dove esisteva quella nozione? Solo nella sua coscienza, la quale, in ogni caso, doveva essere presto annullata. E se tutti gli altri accettavano quella menzogna che il Partito imponeva (se tutti i documenti ripetevano la stessa storiella), la menzogna diventava verità e passava alla storia.
1984 di George Orwell - De Agostini





Mamma Togni
L'8 settembre 1943 mio figlio, Enzo Togni, fuggì dall'esercito e si rifugiò nelle boscaglie del Po.
Lì cominciò a radunare uomini e così formò una delle prime brigate partigiane della zona. Io collaboravo a questa sua attività. Ragazzi fuggiti dall'esercito e ricercati dai fascisti trovavano presso la nostra famiglia aiuto e protezione fino al limite del possibile. Quando i giovani si presentavano a me, io, anzitutto, avevo per loro una parola di conforto e di incoraggiamento; spiavo poi il momento propizio per invitarli nel luogo in cui si trovava mio figlio.
L'attività di Enzo e dei suoi compagni dopo un po' di tempo fu però individuata dai nemici .


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Vladimiro Bersani (Comandante Selva)
Era un comandante designato dal CLN
ma nello stesso tempo una persona avversa a far pesare l'autorità; i gradi e le gerarchie non gli andavano a genio. Amava molto la natura e la solitudine della montagna e forse per questo aveva scelto quel nome di battaglia. Lo chiamavano anche «Il Capitano del Lama» (dal nome del monte omonimo).


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Busseto, Capodanno 1944
Una notte di dicembre del '44 a Pecorara, guardando dalla finestra del solaio... La nonna Peppina si mise ad urlare: «Venite via da lì! Volete farvi ammazzare?». Era la notte di Capodanno 1944. Fanny e sua sorella Vanna, insieme con l'amica Pia erano sul solaio e guardavano verso Busseto di Pecorara, proprio dalla finestra tonda che vedete nella foto a sinistra. La c'era uno scenario apocalittico, boati, lampi, ma non erano per niente i fuochi d'artificio della fine dell'anno ma pallotole traccianti e bombe.


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Giorgio Gasparini
Questa è la storia di un ragazzino di 17, irremovibile, sua mamma si reca, di nascosto in montagna, alla sede del Comando Unico e prega il Colonnello Canzi di esonerare il ragazzo dal partecipare ad una azione...

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Cesare Baio
Fin da bambino in famiglia respirò aria di antifascismo. Egli non vestì mai la divisa di «figlio della Lupa» o di «Balilla», le note organizzazioni giovanili fasciste e fece parte dei cosiddetti «Avanguardisti» solo perchè diversamente, non avrebbe potuto frequentare i corsi superiori di studio.
La professoressa Fulvia Libertino che lo ebbe, scolaro, al ginnasio, i Professori La Rosa e Forlini, di cui fu alunno al liceo, lo giudicavano schivo e piuttosto taciturno, pronto ad animarsi però se venivano discussi argomenti di storia o di letteratura


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Il cappotto di Picelli
Siamo a Parma negli anni '20. Guido Picelli sta tornando a casa, è notte. Il fascismo ormai spadroneggia in Parma, per i fascisti Guido è un pensiero fisso, come sindacalista e antifascista instancabile è l'anima della Resistenza che Parma oppone al regime. Ma quella sera una squadra di camicie nere l'ha preso di mira. Lo inseguono. Picelli scappa, sono troppi e non potrebbe mai pensare di spuntarla. Si infila in un portone in extremis, ma i fascisti lo afferrano per il cappotto. Guido riesce a divincolarsi, ma il cappotto resta nelle mani della squadra punitiva. Per i fascisti il cappotto del famigerato Picelli è un vero trofeo, lo fanno a pezzi e girano tutta la città.


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Paolo Bellizzi
Condussero Paolo in una stanza disadorna: uno scrittoio con sopra una caraffa piena di liquido trasparente, due sedie, un nerbo di bue appeso al muro. Sul pavimento era disteso un panno da caserma. Un ufficiale iniziò subito l'interrogatorio, poi, insodisfatto delle risposte di Paolo, diede ordine di passare ad un sistema più persuasivo.
Due militi lo misero sul panno a terra e gli fecero prendere la posa del cavallo: uno prese la sua testa fra le ginocchia mentre l'altro l'afferrava per un piede e col nerbo di bue incominciava a colpirlo sulla pianta del piede.
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L'ordine criminale del mondo

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Alfredo Borotti'



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