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ComPa 2007
Intervento al Compa 2007 Bologna - podcast
Esperienze del territorio - Compa 2007 (pdf)
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L'unico suono nella stanza era il ronzio lieve e insistente dei suoi denti che vibravano, paralisi supersonica mentre il feedback gli divorava il sistema nervoso. Si guardo' la mano pietrificata che tremava lievemente, a pochi centimetri dal pulsante di plastica rossa che poteva interrompere il collegamento che lo stava uccidendo. Merda.
Giu' nel ciberspazio di Wiliam Gibson
Mondadori





Mamma Togni
L'8 settembre 1943 mio figlio, Enzo Togni, fuggì dall'esercito e si rifugiò nelle boscaglie del Po.
Lì cominciò a radunare uomini e così formò una delle prime brigate partigiane della zona. Io collaboravo a questa sua attività. Ragazzi fuggiti dall'esercito e ricercati dai fascisti trovavano presso la nostra famiglia aiuto e protezione fino al limite del possibile. Quando i giovani si presentavano a me, io, anzitutto, avevo per loro una parola di conforto e di incoraggiamento; spiavo poi il momento propizio per invitarli nel luogo in cui si trovava mio figlio.
L'attività di Enzo e dei suoi compagni dopo un po' di tempo fu però individuata dai nemici .


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Alfredo Borotti
La sera del 21 marzo 1945 i detenuti delle carceri giudiziarie di Piacenza vedono un torpedone arrivare nel cortile e numerosi fascisti che si preparano a partire.
Tra di loro c'é Alfredo. Alfredo è un impiegato della Camera di Commercio di Piacenza, mutilato d'un braccio; si era iscritto a vent'anni al Partito Comunista e aveva iniziato subito l'attività antifascista. Quando il partito stampava i propri giornali clandestini, Alfredo ha offerto la sua casa da utilizzare come tipografia. Inoltre ha fatto da staffetta e garantito i collegamenti tra Piacenza e la montagna.Proprio per questo lo scoprirono e lo arrestarono in febbraio a Campremoldo. Leggi tutto






Cesare Baio
Fin da bambino in famiglia respirò aria di antifascismo. Egli non vestì mai la divisa di «figlio della Lupa» o di «Balilla», le note organizzazioni giovanili fasciste e fece parte dei cosiddetti «Avanguardisti» solo perchè diversamente, non avrebbe potuto frequentare i corsi superiori di studio.
La professoressa Fulvia Libertino che lo ebbe, scolaro, al ginnasio, i Professori La Rosa e Forlini, di cui fu alunno al liceo, lo giudicavano schivo e piuttosto taciturno, pronto ad animarsi però se venivano discussi argomenti di storia o di letteratura


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Alberto Araldi (Paolo)
Paolo era entrato come volontario nei carabinieri e nel 1943 era proprio nella squadra politica, era esattamente nel gruppo di quegli agenti che dovevano perseguire i reati «politici». La sua sensibilità, e sue idee, il fatto che dopo la guerra fosse stato trattenuto nell'Arma contro la sua volontà facevano di lui una persona invece che aiutava i perseguitati politici.
Il suo comportamento ovviamente cominciò a destare dei sospetti nell'ambiente e così gli tesero una trappola.


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Emilio Pecorari - Il sogno di una vita
Durante tutto il Ventennio fascista dovevamo festeggiare il Primo Maggio di nascosto, nel bosco. Si portavano damigiane di vino e si passava tutta la giornata assieme; si faceva friggere il pesce, si cucinavano le prime lumache e si ballava e si cantava. Mi ritorna sempre il ricordo delle tante cantate che si facevano in compagnia, testa vicina a testa, con la mano destra a cucchiaio appoggiata all'orecchio. Ci sentivamo uniti, solidali, fratelli ed il canto ci dava gioia e qualche volta ci faceva commuovere.

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Los Italianos
«Io pensavo di andare al fronte con i compagni del nostro battaglione... »
«C'è un fonte anche nelle retrovie ».
Osservando l'espressione di stupore di Guido, Barbieri aveva proseguito «Hai visto le code per comprare il pane davanti ai negozi? Due mesi fa non le trovavi. Al popolo viene razionato il cibo, invece nei ristoranti sulle Ramblas abbonda. Stanno sabotando la nostra rivoluzione...»

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Bilal viaggiare, lavorare, morire da clandestini
Adesso è evidente quanto sia profondo il baratro dentro cui stiamo scendendo. Questi ragazzi sanno che nessuno, qualunque cosa succeda, verrà mai a tirarli fuori. Nessun padre. Nessun fratello. Nessuno Stato. Nessuna organizzazione umanitaria. Nessuno dei governi, che con le loro scelte corrotte li hanno portati qui, piangerà mai la loro morte.
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Storie

Eugenio Tanzi'



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