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ComPa 2007
Intervento al Compa 2007 Bologna - podcast
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Cimourdain era presente; applicò la bocca al tumore, succhiò, sputando a mano a mano che le fauci gli si riempivano, svuotò l'ascesso e salvò l'uomo. Poiché a quel tempo indossava ancora la tonaca, ci fu chi gli disse: «Se faceste questo al re, diverreste vescovo». «Al re non lo farei» rispose Cimourdain. L'atto e la battuta lo resero popolare nelle suburre di Parigi.
Novantatré di Victor Hugo - Oscar Mondadori





Vera Vassalle
Maber pensava: "Bisogna inviare qualcuno incontro agli angloamericani". I partigiani avevano diversi e difficili problemi da risolvere, innanzitutto quello delle armi, gli alleati avrebbero potuto aiutarli se solo avessero avuto un canale di comunicazione con loro. Ma per far questo bisognava organizzarsi e soprattutto incontrarli almeno una volta, ma come? Gli angloamericani erano al sud e Maber e il suo gruppo in Versilia, bisognava passare attraverso il fronte della guerra. Maber la chiama Operazione Gedeone, e incarica Vera che subito accetta. Vera Vassalle era una delle donne che costituivano il gruppo di partigiani della Versilia, formato da Bertini dopo l'8 settembre. Vera era una donna minuta, molto intelligente, solo apparentemente ingenua. Da piccola aveva avuto la poliomielite che le aveva lasciato una gamba rovinata e un'andatura zoppicante, anche per questo Vera è apparentemente insospettabile


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Giovanni Lazzetti - il Ballonaio
A Borgonovo Val Tidone il 16 gennaio 1920 nasce uno dei personaggi italiani più mitici nell'ambito della Resistenza. Si chiamava Giovanni Lazzetti ma lo chiamavano Il Ballonaio perchè suo papà aveva un banco di giocattoli e vendeva i palloncini. E' stato un incubo per i fascisti ed i tedeschi, tanto che, quando lo catturarono, il carcere si riempì per tutta la notte di fascisti che andavano per vedere il mitico Ballonaio.


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Francesco Daveri
In febbraio 1945 a Mathausen un uomo sta piangendo. Pensa a Rita, sua moglie e ai suoi figli. Ogni giorno scavando nella galleria, pensa ai suoi bambini e si ferma; le guardie subito se ne accorgono e lo picchiano. Il 9 aprile 1945 oramai non vede più, riconosce solo dalla voce i propri compagni che cercano di fargli coraggio.


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Il Dott. Rinaldo Laudi (Dino)
A Rompeggio (una frazione di Ferriere) c'è molta neve, è il 6 gennaio 1944. Dino e i suoi compagni sono al sicuro, anche se Dino al sicuro non lo era stato proprio mai. Con quel suo continuo gironzolare per la provincia, incurante di correre gravi pericoli, per andare a curare partigiani e non, feriti e ospitati in casa di qualche famiglia o nascosti in rifugi di fortuna.
Dino curava i malati di cinque infermerie sparse per il territorio: Pentima di Groppo Arcelli, Scarniago, Bocchè di Mezzano Scotti, Rocca Pulzana di Pianello Valtidone e Pecorara insieme con altri medici (Ricci Oddi, Mezzadri, Bartoli, Nani, Torre, De Luca). Dino curava anche i malati che aveva fatto trasportare al Preventorio di Bramaiano di Bettola. Quel giorno qualcuno gli disse che Pietro Inzani (Aquila Nera) era ferito gravemente dopo un combattimento e che era nascosto da una famiglia a Canadello di Ferriere. Il Dottor Laudi non esita, parte a piedi con un metro di neve per raggiungere e curare il compagno a Canadello.
Non sappiamo se sia mai riuscito a incontrare Inzani per prestargli le prime cure, perchè viene catturato dai fascisti e portato a Bettola.


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Don Giovanni Bruschi
Un calesse parte dalla Trattoria della Liberata di Bobbio, destinazione Peli di Coli. A bordo c'e' un Prete molto speciale, si chiama Don Giovanni Bruschi. Sul calesse c'è del materiale vario per la canonica coperto da un telo, ma soprattutto, nascoste sotto ci sono le armi che dovevano essere trasportate a Peli, dove poi sarebbe arrivato anche Canzi il mitico Colonnello Anarchico. Per chi porta armi c'è la fucilazione immediata, non interessa se si tratta di un sacerdote o meno. Il calesse passa proprio davanti alla caserma dei carabinieri...


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Il Clandestino di Mario Tobino
La Rosa era maestra elementare. Sapendosi brutta, se qualcuno si era interessato a lei, l'aveva disarmato con quei suoi modi che ricordavano i rovi. Insegnava alla scuola e dava lezioni. Inoltre sognava una società dove il bene avrebbe trionfato; gli intrighi, le meschinità, le corruzioni del denaro, estinti sul loro nascere; era sicura che una società così miracolosa era per sorgere, ogni ostacolo vinto con energico amore. «Dovresti andare dall'altra parte delle linee» disse Lorenzino vincendo un certo turbamento.
«Perchè?» domandò la Rosa.
«Per dire agli americani che qui a Medusa ci siamo noi; ci devono aiutare.»
La Rosa assunse un atteggiamento umile e disse:
«Che devo fare?»
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Pierina Tavani, Stella
La Pierina di Caorso aveva 18 anni. Nome di battaglia Stella.
È la sorella di Giovanni Tavani, nome di battaglia Tasso che muore in tempo di guerra come succede ai ragazzi in tempo di pace, in un incidente con la macchina contro un albero. La Pierina è bella e va sempre da Caorso alla diga di Mignano, 4 ore di bicicletta per andare e 4 per tornare. È una staffetta e porta armi e messaggi ai partigiani.


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Mario Speltini

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Alfredo Borotti'



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