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ComPa 2007
Intervento al Compa 2007 Bologna - podcast
Esperienze del territorio - Compa 2007 (pdf)
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I coniugi K non erano vecchi. Avevano la pelle ambrata dei veri marziani, gli occhi come gialle monete, le voci molli e armoniose. Un tempo avevano amato dipingere quadri a fuoco chimico, fare il bagno nei canali nella stagione in cui le viti li colmano di verdi linfe (...)
Cronache marziane di Ray Bradbury
Oscar Mondadori





Busseto, Capodanno 1944
Una notte di dicembre del '44 a Pecorara, guardando dalla finestra del solaio... La nonna Peppina si mise ad urlare: «Venite via da lì! Volete farvi ammazzare?». Era la notte di Capodanno 1944. Fanny e sua sorella Vanna, insieme con l'amica Pia erano sul solaio e guardavano verso Busseto di Pecorara, proprio dalla finestra tonda che vedete nella foto a sinistra. La c'era uno scenario apocalittico, boati, lampi, ma non erano per niente i fuochi d'artificio della fine dell'anno ma pallotole traccianti e bombe.


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Mamma Togni
L'8 settembre 1943 mio figlio, Enzo Togni, fuggì dall'esercito e si rifugiò nelle boscaglie del Po.
Lì cominciò a radunare uomini e così formò una delle prime brigate partigiane della zona. Io collaboravo a questa sua attività. Ragazzi fuggiti dall'esercito e ricercati dai fascisti trovavano presso la nostra famiglia aiuto e protezione fino al limite del possibile. Quando i giovani si presentavano a me, io, anzitutto, avevo per loro una parola di conforto e di incoraggiamento; spiavo poi il momento propizio per invitarli nel luogo in cui si trovava mio figlio.
L'attività di Enzo e dei suoi compagni dopo un po' di tempo fu però individuata dai nemici .


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Il Dott. Rinaldo Laudi (Dino)
A Rompeggio (una frazione di Ferriere) c'è molta neve, è il 6 gennaio 1944. Dino e i suoi compagni sono al sicuro, anche se Dino al sicuro non lo era stato proprio mai. Con quel suo continuo gironzolare per la provincia, incurante di correre gravi pericoli, per andare a curare partigiani e non, feriti e ospitati in casa di qualche famiglia o nascosti in rifugi di fortuna.
Dino curava i malati di cinque infermerie sparse per il territorio: Pentima di Groppo Arcelli, Scarniago, Bocchè di Mezzano Scotti, Rocca Pulzana di Pianello Valtidone e Pecorara insieme con altri medici (Ricci Oddi, Mezzadri, Bartoli, Nani, Torre, De Luca). Dino curava anche i malati che aveva fatto trasportare al Preventorio di Bramaiano di Bettola. Quel giorno qualcuno gli disse che Pietro Inzani (Aquila Nera) era ferito gravemente dopo un combattimento e che era nascosto da una famiglia a Canadello di Ferriere. Il Dottor Laudi non esita, parte a piedi con un metro di neve per raggiungere e curare il compagno a Canadello.
Non sappiamo se sia mai riuscito a incontrare Inzani per prestargli le prime cure, perchè viene catturato dai fascisti e portato a Bettola.


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Los Italianos
«Io pensavo di andare al fronte con i compagni del nostro battaglione... »
«C'è un fonte anche nelle retrovie ».
Osservando l'espressione di stupore di Guido, Barbieri aveva proseguito «Hai visto le code per comprare il pane davanti ai negozi? Due mesi fa non le trovavi. Al popolo viene razionato il cibo, invece nei ristoranti sulle Ramblas abbonda. Stanno sabotando la nostra rivoluzione...»

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Amianto
A Novara, Torino, Genova, La Spezia, Mestre, Terni, Taranto. Ovunque, sempre in periferia, senza mai vedere le cattedrali e le strade acciottolate dei centri storici. Respirerà benzene, il piombo gli entrerà nelle ossa, il titanio gli intaserà i pori e una fibra d'amianto si infilerà nei suoi polmoni.

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Pecorara nella bufera della Resistenza
Dubbi, perplessità, note e precisazioni, ovvero le informazioni a carico di Giovanni Molinari che sarebbe stato opportuno integrare in questo libro, (putroppo non è stato fatto) la cui testimonianza è estremamente importante perchè è una conferma che qualcuno si spacciava per lui.
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Rosa non si è alzata
Chi fosse venuto a Montgomery prima del boicottaggio degli autobus, avrebbe sentito i conducenti rivolgersi ai passeggeri negri con appellativi come «negracci», «scimmioni neri», «vacche nere» Avrebbe osservato come in molti casi i passeggeri di colore salissero dalla porta anteriore, pagassero il biglietto e poi fossero costretti a ridiscendere, e risalire dalla porta posteriore; avrebbe visto come spesso, prima che il passeggero negro avesse raggiunto la porta posteriore, l'autobus ripartisse, dopo aver incassato il prezzo del biglietto. Ma peggio ancora: il visitatore avrebbe visto passeggeri negri in piedi, accanto a sedili vuoti.

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Video

L'ordine criminale del mondo

Storie

Vladimiro Bersani (Comandante Selva)'



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