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ComPa 2007
Intervento al Compa 2007 Bologna - podcast
Esperienze del territorio - Compa 2007 (pdf)
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Ci infilammo in una valle non più larga di duecento metri. Le pareti rocciose erano color alabastro altissime e levigate come marmo. I raggi del sole le accendevano di riflessi. Più avanti, la nebbia sospesa a due metri da terra sembrava un immenso soffitto bianco, sotto il quale ci muovevamo come in un sogno. Era un mondo irreale, incantato, una valle di neve, con alberi secolari di un verde intensissimo che squarciavano il tetto di nebbia, lasciando filtrare colonne di luce. Ero nella terra più bella del mondo. Ed ero lì per combattere.
Asce di guerra di Vitagliano Ravagli e Wu Ming - Einaudi Stile Libero





Rosa non si è alzata
Chi fosse venuto a Montgomery prima del boicottaggio degli autobus, avrebbe sentito i conducenti rivolgersi ai passeggeri negri con appellativi come «negracci», «scimmioni neri», «vacche nere» Avrebbe osservato come in molti casi i passeggeri di colore salissero dalla porta anteriore, pagassero il biglietto e poi fossero costretti a ridiscendere, e risalire dalla porta posteriore; avrebbe visto come spesso, prima che il passeggero negro avesse raggiunto la porta posteriore, l'autobus ripartisse, dopo aver incassato il prezzo del biglietto. Ma peggio ancora: il visitatore avrebbe visto passeggeri negri in piedi, accanto a sedili vuoti.

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Giovanni Lazzetti - il Ballonaio
A Borgonovo Val Tidone il 16 gennaio 1920 nasce uno dei personaggi italiani più mitici nell'ambito della Resistenza. Si chiamava Giovanni Lazzetti ma lo chiamavano Il Ballonaio perchè suo papà aveva un banco di giocattoli e vendeva i palloncini. E' stato un incubo per i fascisti ed i tedeschi, tanto che, quando lo catturarono, il carcere si riempì per tutta la notte di fascisti che andavano per vedere il mitico Ballonaio.


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Alberto Conni (Franz)
Alberto era una persona estremamente intelligente, nonostante fosse particolarmente portato per la matematica, alcuni suoi saggi di letteratura venivano citati come esempio di bravura dai professori.
Nel mese di giugno 1944 Alberto, che ha da poco compiuto i 18 anni, riceve la chiamata per le armi. Dovrà arruolarsi nella R.S.I. primo scaglione della classe 1926, ma lui ha già preso la sua decisione, maturata durante gli anni in cui frequentava la parrocchia. Proprio il parroco Don Luigi Ferrari gli aveva trasmesso, oltre agli ideali religiosi, idee di libertà e tolleranza e rispetto verso gli altri. Lo stesso Don Luigi che veniva segnalato dalla sezione locale del P.N.F., in una lettera alla Prefettura in questo modo:
Ferrari don Luigi, Arciprete, è un antifascista, si lascia molto a desiderare verso le autorità locali Alberto, quindi decide di scappare e entra nella formazione partigiana di Giovanni Lo Slavo.


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Busseto, Capodanno 1944
Una notte di dicembre del '44 a Pecorara, guardando dalla finestra del solaio... La nonna Peppina si mise ad urlare: «Venite via da lì! Volete farvi ammazzare?». Era la notte di Capodanno 1944. Fanny e sua sorella Vanna, insieme con l'amica Pia erano sul solaio e guardavano verso Busseto di Pecorara, proprio dalla finestra tonda che vedete nella foto a sinistra. La c'era uno scenario apocalittico, boati, lampi, ma non erano per niente i fuochi d'artificio della fine dell'anno ma pallotole traccianti e bombe.


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Irma Bandiera (Mimma)
La sua famiglia non sapeva neppure che lei era diventata militante GAP, staffetta e combattente
Il 7 maggio 1944 fu arrestata dai fascisti. La trovarono con addosso documenti cifrati, aveva appena portato armi alla base di Castelmaggiore. I compagni partigiani seppero che era stata catturata e dovevano decidere se abbandonare i loro rifugi, ma poi restarono dov'erano. Uno di loro disse: - la conosco, la Mimma non parlerà

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Il Colonnello anarchico
Osservando in foto e filmati d'epoca i volontari diretti al fronte, che sfilano per le vie di Barcellona, colpisce veramente il fatto che essi non hanno niente che ricordi un esercito tradizionale. Sono aboliti il saluto militare, la gerarchia, i gradi, e ovviamente la divisa, da molti sostituita dal "mono", la tuta da operaio nei suoi diversi colori; ai piedi i più calzano le espadrillas, portano al collo fazzoletti rossi o rosso-neri e in testa le bustine miliziane ornate dai distintivi delle organizzazioni politiche cui appartengono

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Vera Vassalle
Maber pensava: "Bisogna inviare qualcuno incontro agli angloamericani". I partigiani avevano diversi e difficili problemi da risolvere, innanzitutto quello delle armi, gli alleati avrebbero potuto aiutarli se solo avessero avuto un canale di comunicazione con loro. Ma per far questo bisognava organizzarsi e soprattutto incontrarli almeno una volta, ma come? Gli angloamericani erano al sud e Maber e il suo gruppo in Versilia, bisognava passare attraverso il fronte della guerra. Maber la chiama Operazione Gedeone, e incarica Vera che subito accetta. Vera Vassalle era una delle donne che costituivano il gruppo di partigiani della Versilia, formato da Bertini dopo l'8 settembre. Vera era una donna minuta, molto intelligente, solo apparentemente ingenua. Da piccola aveva avuto la poliomielite che le aveva lasciato una gamba rovinata e un'andatura zoppicante, anche per questo Vera è apparentemente insospettabile


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