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ComPa 2007
Intervento al Compa 2007 Bologna - podcast
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'I tuoi censori non sono tanto sciocchi', disse Enrico-Massimiliano. 'Quei signori a Basilea e il Sant'Uffizio a Roma ti capiscono abbastanza per condannarti. Ai loro occhi non sei altro che un ateo'. 'Chi non e' simile a loro, per quelli e' contro di loro,' disse amaramente Zenone. E riempiendosi un bicchiere, bevve a sua volta avidamente l'agro vino di Germania.
L'Opera al Nero di Marguerite Yourcenar
Feltrinelli





Irma Bandiera (Mimma)
La sua famiglia non sapeva neppure che lei era diventata militante GAP, staffetta e combattente
Il 7 maggio 1944 fu arrestata dai fascisti. La trovarono con addosso documenti cifrati, aveva appena portato armi alla base di Castelmaggiore. I compagni partigiani seppero che era stata catturata e dovevano decidere se abbandonare i loro rifugi, ma poi restarono dov'erano. Uno di loro disse: - la conosco, la Mimma non parlerà

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Sofia Pozzi
A Bruxelles esiste un monumento dedicato a Giacomo Matteotti, assassinato dal regime di Mussolini nel 1924. È stata Sofia a regalare il marmo per la costruzione del monumento agli antifascisti promotori dell'iniziativa. I fascisti, purtroppo, lo scoprono ben presto. Una sera, ritornando a casa, Sofia trova quattro persone che la aspettano mentre ha ancora in braccio Franco..


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Razza Partigiana
Siamo nel 1945 in Trentino, Val Di Fiemme, nella notte tra il 4 e il 5 maggio. Un reparto nazista in rotta compie l'ultima strage nel territorio italiano. Tra i giovani rimasti sul campo c'e n'è uno con la pelle nera e nessuno subito riesce a ricostruire la storia di questo partigiano tanto che si parla di un medico sudafricano venuto da un campo di concentramento, di un partigiano americano nero o anche di un mulatto che veniva dal Lager di Bolzano. Quel partigiano era Giorgio Marincola

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Alberto Conni (Franz)
Alberto era una persona estremamente intelligente, nonostante fosse particolarmente portato per la matematica, alcuni suoi saggi di letteratura venivano citati come esempio di bravura dai professori.
Nel mese di giugno 1944 Alberto, che ha da poco compiuto i 18 anni, riceve la chiamata per le armi. Dovrà arruolarsi nella R.S.I. primo scaglione della classe 1926, ma lui ha già preso la sua decisione, maturata durante gli anni in cui frequentava la parrocchia. Proprio il parroco Don Luigi Ferrari gli aveva trasmesso, oltre agli ideali religiosi, idee di libertà e tolleranza e rispetto verso gli altri. Lo stesso Don Luigi che veniva segnalato dalla sezione locale del P.N.F., in una lettera alla Prefettura in questo modo:
Ferrari don Luigi, Arciprete, è un antifascista, si lascia molto a desiderare verso le autorità locali Alberto, quindi decide di scappare e entra nella formazione partigiana di Giovanni Lo Slavo.


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Guselli, 4 Dicembre 1944
Luciano cammina, malgrado la ferita di striscio al torace, un compito ingrato lo attende. Dietro di lui un comandante nazista. In mezzo alla strada gli automezzi dei partigiani ormai fermi. Il comandante tedesco gli ha chiesto di indicare se fra i morti ci sono comandanti partigiani. Luciano arriva vicino al cadavere di Callegari : - «Eccolo è lui il nostro comandante.».


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Il Valoroso e la battaglia del Monticello
È la sera del 15 aprile 1945. Nel Castello del Monticello, nella vallata del Pillerone sulle colline Piacentine, ci sono i partigiani e il loro comandante è Gino Cerri. Ormai siamo prossimi alla liberazione, nonostante questo, gli uomini sono preoccupati, perchè c'è nell'aria la possibilità di un attacco dei fascisti. Qualcuno li ha visti metre stavano mettendo a punto gli armamenti per accingersi ad un attacco.


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Vladimiro Bersani (Comandante Selva)
Era un comandante designato dal CLN
ma nello stesso tempo una persona avversa a far pesare l'autorità; i gradi e le gerarchie non gli andavano a genio. Amava molto la natura e la solitudine della montagna e forse per questo aveva scelto quel nome di battaglia. Lo chiamavano anche «Il Capitano del Lama» (dal nome del monte omonimo).


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Video

Gino Donè Paro

Storie

La battaglia del Monticello'



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