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Libri Resistenti
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«Quando fai all'amore, spendi energia; e dopo ti denti felice e non te ne frega più di niente.
Loro non possono tollerare che ci si senta in questo modo. Loro vogliono che si bruci l'energia continuamente,
senza interruzione. Tutto questo marciare su e giù, questo sventolio di bandiere, queste grida di
giubilo non sono altro che sesso che se ne va a male, che diventa acido. Se sei felice e soddisfatto dentro
di te, che te ne frega del Gran Fratello e del Piano Triennale, e dei Due Minuti di Odio, e di tutto il resto
di quelle loro porcate?»
Per informazioni su questo sito scrivete a: a.bon6iorni@gmail.com
![]() Ricordare tre ragazzzi Il tempo era pessimo: nebbia fitta, freddo, fango dappertutto, buio pesto. Ritenendo che i tedeschi si fossero allontanati, verso le ore 21 Gamba tarcisio e Foglia Sunter lasciarono il gruppo alla Casa Bianca e, passando vicinissimi alle silenziose sentinelle, entrarono in casa Pozzi. Qui era giunto Alfio che assieme ai due anziani coniugi, le figlie Maria e Linda, i piccoli Vito e Sergio e la mamma Albina, stava consumando le caldarroste nella seconda stanza a pianterreno. Così racconta Losi Ettore di Cicogni (nella foto), che Domenica 26 luglio 2009 ha scoperto a Cicogni (frazione di Pecorara) una targa che ricorda i tre ragazzi uccisi il 18 dicembre 1944. I nomi di questi tre partigiani compaiono anche sul monumento di Busseto di Pecorara. Leggi tutto il racconto di Ettore. ![]() Razza Partigiana Siamo nel 1945 in Trentino, Val Di Fiemme, nella notte tra il 4 e il 5 maggio. Un reparto nazista in rotta compie l'ultima strage nel territorio italiano. Tra i giovani rimasti sul campo c'e n'è uno con la pelle nera e nessuno subito riesce a ricostruire la storia di questo partigiano tanto che si parla di un medico sudafricano venuto da un campo di concentramento, di un partigiano americano nero o anche di un mulatto che veniva dal Lager di Bolzano. Quel partigiano era Giorgio Marincola Leggi tutto ![]() Museo della resistenza Piacentina Lassù, tra le prime balze dell'Appennino, dove l'Arda è solo un rigagnolo, sorge il Museo della Resistenza Piacentina. A Sperongia di Morfasso, un piccolo borgo abbarbicato alla chiesa che domina la valle che è stato uno dei centri più importanti della lotta partigiana. Il museo contiene cimeli, immagini, documenti, informazioni, biografie, ricordi, ed è dotato di tecnologie informatiche interattive con le quali si possono approfondire tematiche come la Resistenza nelle quattro vallate e nella bassa, i rastrellamenti, la deportazione, il ruolo della popolazione civile e dei preti della montagna. Collabora, hai delle fotografie, dei documenti, degli oggetti o dei racconti che vuoi condividere? La memoria storica ha bisogno del tuo contributo, contattaci per arricchire e migliorare il nostro archivio e mantenere vivi gli ideali di Democrazia, Giustizia, Libetà Scrivi a: info@resistenzapiacenza.it oppure visita il sito del Museo: http://www.resistenzapiacenza.it/ Vedi alcune foto del museo ![]() Manfredo Bertini - Maber Se tu per caso avessi modo di rivedere quei signori che vennero a cercarmi la mattina del 5, avrei caro che tu cercassi di giustificarmi presso di loro per quella mia brutta maniera di andarmene senza salutarli. In ogni modo, appena potrò di nuovo vederli, mi scuserò personalmente a voce e li persuaderò di tutte le mie buone intenzioni questo è il messaggio ironico che Maber fece recapitare a suo padre dopo essere sfuggito in modo rocambolesco alla retata che misero in atto i nazifascisti andandolo ad arrestare in casa sua in Versilia la mattina del 5 marzo del 1944. Leggi tutto ![]() Gino Doné Paro Nella notte buia e tempestosa, tra il 24 ed il 25 novembre 1956, dal porto fluviale alla foce del Rio Tuxpan nel Messico, 82 uomini partirono su una bagnarola e sbarcarono a Cuba. La storia di Gino, partigiano e poi compagno di avventura del Che raccontata nella trasmissione Trame di Rai Radio 2. Scarica la puntata in mp3 ![]() Harel - un fumetto di Ivan Bongiorni Potete leggere il fumetto qui ![]() Una scia di sangue giovanile Nel Gennaio '44 dovetti fuggire dalla città nonostante avessi appena 17 anni e non fossi soggetto a leva, ma già perseguitato, per non aver salutato il fatidico gagliardetto fascista. Mi rifugiai a Pecorara da mio zio Dolfo Zambarbieri. Ero appena arrivato che assistetti ad una caccia all'uomo messa in atto dai fascisti. Leggi la testimonianza di Roberto Zambianchi, Partigiano ![]() Silvio Corbari a Radio 2 Trame Storie di ribelli, eroi, rivoluzionari, tante storie vere e bellissime vengono raccontate da Chiara Pacilli e Andrea Bajani nella trasmissione Trame su Radio 2. Il 20 agosto 2008 ci hanno raccontato la storia avventurosa e tragica di Silvio Corbari e della sua Iris. Scarica il file della trasmissione da ascoltare (formato MP3). ![]() Una notte di Capodanno guardando dal solaio Era la notte di Capodanno del 1944. Tre giovani ragazze di Pecorara erano sul solaio e guardavano verso Busseto, esattamente dalla finestra tonda che vedete nella foto a sinistra presa da una casa del centro del paese. La c'era uno scenario apocalittico, boati, lampi, ma non erano per niente i fuochi d'artificio della fine dell'anno... Leggi tutto. ![]() Libertari! Emilio Canzi, Quico Sabatè, George Orwell, Camillo Berneri, storie di uomini libertari che hanno lottato contro il potere con i loro ideali di uguaglianza, massimo pluralismo e democrazia. Questi ideali non sono mai morti e ritornano anche in questi periodi bui, nella letteratura e nei films. Leggi tutto. ![]() 54 di Wu Ming - l'Antefatto e la realtà Leggendo l'antefatto del bellissimo romanzo 54 di Wu Ming, é incredibile scoprire come i sentimenti e gli stati d'animo che gli autori hanno dato ai protagonisti del romanzo coincidano così perfettamente con quelli di coloro che hanno veramente vissuto quei momenti. «Amici e compagni carissimi non badate a come scrivo e a come mi esprimo, cercate di capire il mio animo, l'animo di un uomo incolto al quale avevano insegnato solo a fare la guerra, guerra di aggressione, guerra fascista.» - Gino Leggi l'articolo. ![]() Il monumento violato 16 Aprile 2007. In questi giorni, qualcuno ha imbrattato con croci celtiche e cazzi il monumento alla Banda Piccoli. Se potessi spiegherei a chi lo ha fatto perchè quelle pietre e quelle scritte sono lì. Perchè forse semplicemente chi ha compiuto questo atto non lo sa. Un brano alla fine del libro Il filo della Memoria così recita: "Con questo lavoro ho inteso narrare la coralità della partecipazione degli uomini e delle donne della mia terra alla lotta in difesa della democrazia, lotta dura e lunga per la sua rinascita e per riconquistare la libertà perduta.". Vedi le altre foto ![]() Campagna acqua pubblica ! |
Video Eduardo Galeano Storie
Giovanni Molinari |
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