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ComPa 2007
Intervento al Compa 2007 Bologna - podcast
Esperienze del territorio - Compa 2007 (pdf)
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Superstizioni, bigotterie, bacchettonismi e pregiudizi, sebbene siano larve, s'attaccano alla vita e hanno denti ed unghie uscenti dal loro fumo; bisogna incalzarli e far loro guerra, senza tregua; poiché è una fatalità dell' uomo essere condannato all'eterna battaglia dei fantasmi.


I Miserabili di Victor Hugo - http://www.liberliber.it





Pecorara nella bufera della Resistenza
Dubbi, perplessità, note e precisazioni, ovvero le informazioni a carico di Giovanni Molinari che sarebbe stato opportuno integrare in questo libro, (putroppo non è stato fatto) la cui testimonianza è estremamente importante perchè è una conferma che qualcuno si spacciava per lui.
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La battaglia del Monticello
Sono le 3:30 del 16 aprile 1945 al castello del Monticello. È una notte apparentemente calma, ma la tensione è palpabile nell'aria e fa presagire che qualcosa di imminente sta per scatenarsi. Trentadue partigiani si trovano nel castello, sono già stati avvertiti da una staffetta che i nazifascisti stanno per attaccare. Sono presenti anche civili della zona. Barba II (Cesare Annoni) e Luigi Cerri (Gino) sono appena stati a pattugliare la zona circostante con i loro uomini ed ora stanno all'erta. Romeo, in pattuglia con il suo gruppo, sente abbaiare dei cani in lontananza e poi vede tre luci che si spengono e si accendono a brevi intervalli; allarmato, spara subito un razzo rosso per avvisare i compagni (era il segnale convenuto). Purtroppo nessuno lo vede.


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Gaetano Lecce il medico di Pecorara
Doveva essere una giornata fredda ad Aushwiz quel giorno verso la fine del 1944.
Gaetano ha un muro alle spalle ed un plotone di esecuzione tedesco di fronte.
Chissà se nel settembre 1943 aveva immaginato a cosa sarebbe andato incontro, quando era il giovane medico condotto del Comune di Pecorara e lì abitava con la sua famiglia: la moglie Celestina e i figli Ruggero, Rosanna e Alba. Dopo l'8 settembre la Repubblica di Salò aveva preso il potere e lui si era rifiutato di firmare un atto pubblico di adesione, con grande coraggio e integrità, ben sapendo di aver imboccato una strada piena di pericoli e di insidie. In quei momenti cominciano ad arrivare sulle colline di Pecorara diversi giovani che fuggono: renitenti alla leva e ricercati dalla polizia per motivi politici. Le prime bande partigiane si stanno formando e tutti i ribelli vengono curati ed aiutati dal Dott. Lecce. Gaetano inoltre inizia a fare da tramite tenendo i contatti tra i partigiani della montagna e i clandestini dei centri cittadini.


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Nino Fagnoni
Nino, in attesa di essere deportato in Germania aspetta in un piazzale polveroso pieno di rottami metallici. Tutto intorno un cordone di soldati tedeschi armati. Il treno è fermo sui binari. Ad un certo punto tra i rottami Nino vede che da una finestra si sta staccando un traversino metallico, lo prende facendo finta di niente e riesce a farlo passare in una gamba dei pantaloni, quindi stringe la cintura per tenerlo fermo, nessuno se ne accorge, per fortuna.
Le SS fanno salire tutti sulla carrozza, ma prima perquisiscono tutti.


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Pierina Tavani, Stella
La Pierina di Caorso aveva 18 anni. Nome di battaglia Stella.
È la sorella di Giovanni Tavani, nome di battaglia Tasso che muore in tempo di guerra come succede ai ragazzi in tempo di pace, in un incidente con la macchina contro un albero. La Pierina è bella e va sempre da Caorso alla diga di Mignano, 4 ore di bicicletta per andare e 4 per tornare. È una staffetta e porta armi e messaggi ai partigiani.


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Manfredo Bertini
Storia di un genio, un tecnico della fotografia che ha creato brevetti per la cinematografia, che ha lavorato con il grande Monicelli che si è fatto paracadutare a Pecorara dalla sua terra e qui ha perso la vita per la libertà

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Posso fare qualcosa per voi?
La mattina del 23 febbraio 1944 faceva freddo. Nevicava all'interno del carcere di Monza. I detenuti furono svegliati dal rumore di camion e di scarponi chiodati... era arrivato un reparto della Wehrmacht. Urlando e gridando i secondini aprirono con violenza le porte di alcune celle. Una dozzina di prigionieri furono tirati fuori con la forza. Urla, spinte, strattoni. Li fecero uscire nel piazzale... Furono messi in fila, uno accanto all'altro, con la faccia al muro e il cuore che batteva forte. Negli occhi iniziava a comparire la paura.


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