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ComPa 2007
Intervento al Compa 2007 Bologna - podcast
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'L'inquisitore e' sottratto a ogni giurisdizione regolare', disse Guglielmo, 'E non deve seguire la norma del diritto comune. Gode di speciale privilegio e non e' neppure tenuto ad ascoltare gli avvocati'
Il nome della rosa di Umberto Eco
Bompiani





Sergio Sichel, salvo per miracolo!
Sergio è in uno stanzone, insieme con altri 13 detenuti. Sono le 22, quando arriva un'ordine delle SS: «Preparatevi a partire!». Sergio non sa cosa pensare, ma non immagina un destino di morte imminente, dopo tutte le angherie subite dai fascisti. Da quando è stato arrestato (nel gennaio 1945) ha dovuto sopportare botte con nerbo di bue sulle gambe, botte che lasciavano ferite estese e sanguinanti ed ha dormito senza coperte sul cemento nudo in una stanza senza vetri alle finestre.


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La battaglia del Monticello
Sono le 3:30 del 16 aprile 1945 al castello del Monticello. È una notte apparentemente calma, ma la tensione è palpabile nell'aria e fa presagire che qualcosa di imminente sta per scatenarsi. Trentadue partigiani si trovano nel castello, sono già stati avvertiti da una staffetta che i nazifascisti stanno per attaccare. Sono presenti anche civili della zona. Barba II (Cesare Annoni) e Luigi Cerri (Gino) sono appena stati a pattugliare la zona circostante con i loro uomini ed ora stanno all'erta. Romeo, in pattuglia con il suo gruppo, sente abbaiare dei cani in lontananza e poi vede tre luci che si spengono e si accendono a brevi intervalli; allarmato, spara subito un razzo rosso per avvisare i compagni (era il segnale convenuto). Purtroppo nessuno lo vede.


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Paolo Bellizzi
Condussero Paolo in una stanza disadorna: uno scrittoio con sopra una caraffa piena di liquido trasparente, due sedie, un nerbo di bue appeso al muro. Sul pavimento era disteso un panno da caserma. Un ufficiale iniziò subito l'interrogatorio, poi, insodisfatto delle risposte di Paolo, diede ordine di passare ad un sistema più persuasivo.
Due militi lo misero sul panno a terra e gli fecero prendere la posa del cavallo: uno prese la sua testa fra le ginocchia mentre l'altro l'afferrava per un piede e col nerbo di bue incominciava a colpirlo sulla pianta del piede.
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Eugenio Tanzi
All'ospedale di Fiorenzuola arriva Eugenio ferito gravemente, colpito con un fucile da caccia. Il primario deve assolutamente operarlo per salvargli la vita ma non può. Eugenio è direttore di un cooperativa agricola, molto efficiente e che da lavoro a tantissimi braccianti nel parmense. La cooperativa gestisce, con metodologie avanzate sul fronte della cooperazione, quasi 2500 pertiche di terra. Da tempo però la situazione è diventata insostenibile. I lavoratori che per qualche motivo restano isolati vengono bastonati dai fascisti.Alla sera nessuno può fermarsi un po' all'osteria perchè è diventato troppo pericoloso, chi si trova in giro la sera tardi per strada al buio può trovarsi di fronte ad una squadra di fascisti.


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Don Giovanni Bruschi
Un calesse parte dalla Trattoria della Liberata di Bobbio, destinazione Peli di Coli. A bordo c'e' un Prete molto speciale, si chiama Don Giovanni Bruschi. Sul calesse c'è del materiale vario per la canonica coperto da un telo, ma soprattutto, nascoste sotto ci sono le armi che dovevano essere trasportate a Peli, dove poi sarebbe arrivato anche Canzi il mitico Colonnello Anarchico. Per chi porta armi c'è la fucilazione immediata, non interessa se si tratta di un sacerdote o meno. Il calesse passa proprio davanti alla caserma dei carabinieri...


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A fianco del mio capitano
Dove sei finito Ugo? Sei sicuro di aver fatto la scelta giusta? (...) Stavo pensando a tutto ciò, quando notai al mio fianco un uomo che mi osservava, era Capital Selva, Vladimiro Bersani. Con lui avrei trascorso giornate memorabili compresa quella che purtroppo mise fina alla sua vita ed ai suoi sogni di libertà.

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Alberto Conni (Franz)
Alberto era una persona estremamente intelligente, nonostante fosse particolarmente portato per la matematica, alcuni suoi saggi di letteratura venivano citati come esempio di bravura dai professori.
Nel mese di giugno 1944 Alberto, che ha da poco compiuto i 18 anni, riceve la chiamata per le armi. Dovrà arruolarsi nella R.S.I. primo scaglione della classe 1926, ma lui ha già preso la sua decisione, maturata durante gli anni in cui frequentava la parrocchia. Proprio il parroco Don Luigi Ferrari gli aveva trasmesso, oltre agli ideali religiosi, idee di libertà e tolleranza e rispetto verso gli altri. Lo stesso Don Luigi che veniva segnalato dalla sezione locale del P.N.F., in una lettera alla Prefettura in questo modo:
Ferrari don Luigi, Arciprete, è un antifascista, si lascia molto a desiderare verso le autorità locali Alberto, quindi decide di scappare e entra nella formazione partigiana di Giovanni Lo Slavo.


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Mario Speltini

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Eugenio Tanzi'



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