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ComPa 2007
Intervento al Compa 2007 Bologna - podcast
Esperienze del territorio - Compa 2007 (pdf)
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Quando vide che le sue terre s'erano per metà spopolate convocò un migliaio circa dei suoi amici, tutti pieni di vita e di baldanza, scegliendoli tra cavalieri e dame della sua corte, e riparò con essi nel remoto rifugio di una delle sue abbazie fortificate, c'hera edifizio vasto e magnifico, creazione sua personale, di stile eccentrico e nondimeno grandioso, cinto di spesse ed alte mura nelle quali si aprivano delle porte di ferro. Quando i cortigiani furono là dentro , col fuoco e dei buoni martelli saldarono ogni serratura, intendendo così di assicurarsi contro i possibili impulsi disperati di chi stava fuori, e di chiudere ogni via d'uscita alle frenesie di chi stava dentro.
La maschera della morte rossa di Edgar Allan Poe da i Racconti del Terrore
Oscar Mondadori





Pecorara nella bufera della Resistenza
Dubbi, perplessità, note e precisazioni, ovvero le informazioni a carico di Giovanni Molinari che sarebbe stato opportuno integrare in questo libro, (putroppo non è stato fatto) la cui testimonianza è estremamente importante perchè è una conferma che qualcuno si spacciava per lui.
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Razza Partigiana
Siamo nel 1945 in Trentino, Val Di Fiemme, nella notte tra il 4 e il 5 maggio. Un reparto nazista in rotta compie l'ultima strage nel territorio italiano. Tra i giovani rimasti sul campo c'e n'è uno con la pelle nera e nessuno subito riesce a ricostruire la storia di questo partigiano tanto che si parla di un medico sudafricano venuto da un campo di concentramento, di un partigiano americano nero o anche di un mulatto che veniva dal Lager di Bolzano. Quel partigiano era Giorgio Marincola

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Bilal viaggiare, lavorare, morire da clandestini
Adesso è evidente quanto sia profondo il baratro dentro cui stiamo scendendo. Questi ragazzi sanno che nessuno, qualunque cosa succeda, verrà mai a tirarli fuori. Nessun padre. Nessun fratello. Nessuno Stato. Nessuna organizzazione umanitaria. Nessuno dei governi, che con le loro scelte corrotte li hanno portati qui, piangerà mai la loro morte.
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Emilio Pecorari - Il sogno di una vita
Durante tutto il Ventennio fascista dovevamo festeggiare il Primo Maggio di nascosto, nel bosco. Si portavano damigiane di vino e si passava tutta la giornata assieme; si faceva friggere il pesce, si cucinavano le prime lumache e si ballava e si cantava. Mi ritorna sempre il ricordo delle tante cantate che si facevano in compagnia, testa vicina a testa, con la mano destra a cucchiaio appoggiata all'orecchio. Ci sentivamo uniti, solidali, fratelli ed il canto ci dava gioia e qualche volta ci faceva commuovere.

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Antonio Carini (Orsi)
La Rocca delle Caminate è un luogo triste nel marzo 1944, è una sede famigerata di un comando repubblichino. Dagli stanzoni di quel castello si levano urla fortissime di dolore. I partigiani, gli altri antifascisti e detenuti politici rabbrividiscono. Più tardi i repubblichini portano in giro un partigiano per tutte le celle per farlo vedere come ammonimento, è il cadavere ambulante come lo chiamano loro con scherno. Il cadavere ambulante è Antonio.
Antonio è stato torturato per giorni.


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Cesare Baio
Fin da bambino in famiglia respirò aria di antifascismo. Egli non vestì mai la divisa di «figlio della Lupa» o di «Balilla», le note organizzazioni giovanili fasciste e fece parte dei cosiddetti «Avanguardisti» solo perchè diversamente, non avrebbe potuto frequentare i corsi superiori di studio.
La professoressa Fulvia Libertino che lo ebbe, scolaro, al ginnasio, i Professori La Rosa e Forlini, di cui fu alunno al liceo, lo giudicavano schivo e piuttosto taciturno, pronto ad animarsi però se venivano discussi argomenti di storia o di letteratura


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La battaglia del Monticello
Sono le 3:30 del 16 aprile 1945 al castello del Monticello. È una notte apparentemente calma, ma la tensione è palpabile nell'aria e fa presagire che qualcosa di imminente sta per scatenarsi. Trentadue partigiani si trovano nel castello, sono già stati avvertiti da una staffetta che i nazifascisti stanno per attaccare. Sono presenti anche civili della zona. Barba II (Cesare Annoni) e Luigi Cerri (Gino) sono appena stati a pattugliare la zona circostante con i loro uomini ed ora stanno all'erta. Romeo, in pattuglia con il suo gruppo, sente abbaiare dei cani in lontananza e poi vede tre luci che si spengono e si accendono a brevi intervalli; allarmato, spara subito un razzo rosso per avvisare i compagni (era il segnale convenuto). Purtroppo nessuno lo vede.


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